Dopo i 65 mila esodati è il caso di pensare al Gran Festival del tumuletto. Il tumuletto del bugiardo. Se l’Italia fosse la Malesia sarebbe tutta un tumuletto. In Malesia i tumuletti di pietre e bastoncini nascono tanto tempo fa con tal signor Ming, un bugiardo di professione. Ming arrivò a far piangere una povera donna dicendole “tuo figlio è morto”. Il popolo infuriato propose la lapidazione. Ma il capo di quel villaggio di palafitte del Sarawak impose da quel momento in poi di lanciare una pietra in ogni luogo della bugia. Tuttora in questa regione della Malesia pile di pietre qua e là individuano bugie e bugiardi. Ignorare che la menzogna ci appartenga è un’altrettanta menzogna. E che “una bugia coi tuoi il frigo pieno e poi” l’abbiamo cantata tutti. Omissioni, “mia madre non lo deve sapere”. E poi “se guardo te sono bugiarda” con le note di quel “I’m believer” dei The Monkees. Ci sono bugie buone e bugie cattive. Verità omesse a fin di bene e la falsa testimonianza. Diabolica, quella. Giuramenti su familiari e Padre eterno scomodati per fandonie. Prese in giro e imbrogli. Decidete voi, se fare tumuletti tra Palazzo Chigi e Palazzo Madama. Vi darò milioni di posti di lavoro. Ruby è la nipote di Mubarak. Non c’è la crisi. Hanno osato ristrutturarmi la casa a mia insaputa. Gli esodati sono 65 mila. Non ho mai rubato soldi dal partito. Pinocchi e fatine. Così tutti i politici anche quelli buoni diventano ciarlatani. Legittimati ad esserlo. E benedici invece il calciatore – l’unico – che confessa di aver preso per i fondelli il mondo. Mentre l’Italia affonda in balle e bubbole e fa tumuli di creduloni dando fiducia al primo Tommaso Capello di turno. Il sanatutto del XIII secolo, l’arrotino di bugie che prometteva di sanare unghie incarnite e denti marci accompagnato da organetto, scimmietta e donna procace al fianco. E tra l’altro, portava le notizie da altri paesi. Un giornalista? Esatto. Un giornalista. Bugie cattive, le loro, quando contano sull’ignoranza dei lettori per difendere i prepotenti. Allora tumuletti, tanti, anche per alcuni di loro. E ce ne sono…
La verità è sopravvalutata. È il Festival del tumuletto dei bugiardi.
Sardegna Quotidiano, 15-14-2012




